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   Pizzo della Presolana Centrale, Spigolo Longo, 13/07/2006
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Onicer  oscarrampica   
Regione  Lombardia
Partenza  Passo della Presolana (1250m)
Quota attacco  2150 m
Quota arrivo  2270 m
Dislivello  120 m
Difficoltà  AD+ / V- ( V- obbl. )
Esposizione  Sud-Est
Rifugio di appoggio  Baita Cassinelli
Attrezzatura consigliata  Due mezze corde da 50m, 8/10 rinvii, qualche friend e cordino per integrare
Itinerari collegati  Pizzo della Presolana Centrale (2270m), Spigolo Longo
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Dopo il tentativo prodromico e comico con Giacomo, ritorno sotto la regina delle Orobie con Stefano diventato il mio nuovo partner d’arrampicata. E’ un modo per tornare in montagna dopo il suo volo a Rogno in cui si frantumò la caviglia. Saliamo vs l’attacco in un incredibile giornata novembrina con sole e freddo che danno il meglio di sé. Ogni sguardo al cielo che accarezza le erbe gialle e avvizzite riempie di stupore e quando si contempla la roccia bianca incastonata come un gioiello, vien da chiedersi se non sia qui ed ora il Paradiso. Come da protocollo e da abitudine fatichiamo a trovare l’attacco e proviamo a partire dallo zoccolo basale anziché aggirarlo a sx e perdiamo delle ore tra gli eroici tentativi di Stefano di risolvere passaggi decisamente più complicati di quelli per cui siamo preparati. Riusciamo comunque a recuperare lo spigolo all’inizio del secondo tiro e stefano sale ma presto prende il soppravvento la fatica, il dolore alla caviglia e il vento gelido chi si è alzato. Raggiuntolo in sosta 2 decidiamo di calarci. Con due calate raggiungiamo la base dello spigolo che sono quasi le 17 del pomeriggio. Felici per la bella giornata trascorsa in mezzo alla natura torniamo a valle con le mani doloranti, non più abituate a stringere la roccia e messe a dura prova dal gelo della giornata. Arriviamo col buio al Passo dove bevendo un caffè il barista ci dice che era preoccupato per la macchina parcheggiata dal mattino e che stava pensando di chiamare il soccorso alpino. Torniamo con Ste il 25/5 del 2005 per chiudere i conti con lo spigolo. memori dei ritardi dell’autunno passato, alle 5.15 partiamo già dal Passo e alle 6 transitiamo da Malga Cassinelli. Anche stavolta sfruttando il fatto che Ste sta arrampicando parecchio, decidiamo di partire dai contrafforti basali e iniziamo a scalare dal primo tiro di echi verticali. Ste,sale direttamente il muro a buchi, gradato 6°+,dando prova della maestria raggiunta e guadagna dopo qualche tentativo la sosta. Lo raggiungo dando evidente sfoggio dei miei miglioramenti da secondo di cordata. Poi traversiamo per andare a recuperare la via Longo originale e qua con i pendoli che rischio di fare cadendo mi irrigidisco e perdo tranquillità: spreco tempo per trovare la cattiveria e la convinzione per passare. Comunque arriviamo al primo facile tiro dello spigolo sud dove ci ricongiungiamo alle 10.30. Traversiamo a sx e girato uno spigolino, risaliamo il camino fino al comodo terrazzino di sosta (IV°). Saliamo da qui il diedro fino alla fascia strapiombante che costringe al famoso traverso orizzontale vs sx. Oggi i traversi mi vanno di traverso e anche su questo fatico facendo fatica a fidarmi nel fare i passi che trovo rischiosi di pendolo in caso di caduta, ma anche qui alla fine più per dovere che per piacere riagguanto la sosta e Ste. Manca poco al mezzogiorno e siamo finalmente all’ultimo tiro prima delle roccette finali e tocca Ste decidere se seguire la via originale che scarta a dx e affronta poi un piccolo muretto verticale (IV°) esposto oppure puntare la sostenuta soprastante placca a buchi(V+). Ste prova ad affrontare la parete diretta ma non riesce ad alzarsi finchè dopo l’ultimo sforzo, ansimante mi dice che non se la sente di proseguire oltre. Il suo viso dice tutto e il mio tentativo di rincuorarlo ricordandogli che siamo all’ultimo tiro, vale solo un altro poco convinto tentativo. Non sono difficoltà sulle quali sono in grado di muovermi da primo e allora ci attrezziamo per le calate in doppia. Alle 13 siamo alla base dello spigolo dove ci fermiamo un oretta a risistemare i materiali, a chiaccherare e mangiare un poco. Poi torniamo, sconfitti ma felici, dell’esperienza vissuta. Circa un mese dopo ritorno con Filippo, esattamente il 3/7. Partiamo dal Passo poco prima delle 11 e alle 12.15 arriviamo all’attacco( mai quello giusto!!), ma sempre alla base vera e propria,e da dove, tra riposo preparativi e spuntino, Pippo, inizia a scalare alle 13. Pippo sale seguendo il suo istinto e presto si ritrova fuori via a cercare improbabili protezioni e perdiamo così la prima ora. Quando lo raggiungo mi irrita constatare dove si è fermato a sostare perché reputo la sua fiducia nella roccia alla quale sono ancorato assolutamente mal riposta. Quando poi sparisce alla mia vista e mi dice che non è facile ed è per questo che non sale, la mia ansia diventa paura e gli dico di non far scemate che altrimenti rotoliamo giù insieme se lui si stacca. Ad aumentare il pathos, ad un certo punto sento rotolare pietre e lui mi dice che un masso gli è partito appena l’ha toccato ed ha rischiato di accompagnarlo nel precipitare. Poi per fortuna, riesce a recuperare lo spigolo e stanco per l’ansia vissuta, decido di affrontare da primo il traverso a dx e con un po' di titubanza riesco a vincerlo. Ogni passo in aderenza è una sfida a me stesso ma le scarpette spalmano e mi ritrovo ad avanzare vs la liberazione della sosta. Contentissimo, alle 17 siamo arrivati dall’altra parte, all’ultimo tiro dove eravamo con Ste un mese prima. Ora sta a Filippo affrontare il muretto a buchi che ci porterà alla fine della via. Avanza con la tenacia e la lentezza che contraddistinguono la sua arrampicata tecnica e infilando qualche cordino nelle varie clessidrette che incontra, risolve il tiro. Salendo mi complimento per la sua capacità (V+) e alle 18.30 siamo entrambi in sosta a guardare in alto vs il tratto di roccette che ci separa dalla cima della montagna. Abbiamo lo sguardo un poco malinconico perché sappiamo entrambi che è troppo tardi ma abbiamo fatto tutto lo spigolo Longo e siamo felicissimi. Gettiamo le doppie e con due calate da circa 50 mt un ‘ora dopo siamo alla base dello spigolo. Alle 21.30 siamo alla macchina al Passo della Presolana. Due anni dopo riesco a rimettere insieme Stefano e Filippo con cui ho condiviso le prime avventure in Presolana e complice il compleanno di Roberto, decidiamo di regalargli la salita alla Presolana per la sua via più celeberrima. Alle 7 del 28/06/2009 siamo già sui prati sopra il Passo a guardare la costiera della regina delle Orobie e il sole che bacia lo spigolo sud che andremo a salire e che ricorda così da lontano il Nose. Alle 8.30 siamo nei pressi dell’attacco sotto la rampa inclinata che salita vs dx porta allo spigolo vero e proprio. Ci leghiamo. Davanti Filippo e Robi ,poi io e ste. Saliamo bene in allegria e tranquillità godendoci l’amicizia il sole e la pace di questa giornata in cui siamo le sole formichine a salire sul dorso del gigante. Alle 11.30 abbiamo traversato tutti e sta a Filippo provare il passaggio della via originale scendendo nella nicchia a picco sul vuoto e da lì risalire il murettino verticale ed esposto. Sale bene e ci infonde fiducia: in effetti il passaggio è più psicologico perché aggettante, che difficile tecnicamente. Passiamo tutti bene e terminato il tiro, rimangono solo le facili roccette che danno verso la fine della montagna. Sono ancora qualche tiro non continui e con qualche passaggio fra il secondo e il terzo grado. Rallentiamo , chiacchieriamo e tranquillamente alle 15 siamo tutti raccolti sotto la croce della Cima Centrale. Decidiamo di tornare per la via delle creste e ci rimettiamo poco dopo in movimento, gustandoci veramente i facili passaggi di arrampicata che la successione irregolare delle creste ci costringono ad affrontare sia in salita che in discesa. Alle 16 siamo sulla vetta della Presolana Orientale e le nubi che circondavano la montagna si sono racchiuse intorno a noi e la visibilità è decisamente calata. Pochi passi dopo siamo completamente immersi nelle nebbie e non vediamo più niente. Ogni diramazione della linea di cresta principale ci pone seri problemi di orientamento e cominciamo penosi su e giù nel tentativo di individuare la strada giusta. La cresta pullula di ometti e croci che si susseguono senza vista d’assieme e che quindi ci smarriscono. Dopo un poco affiorano stanchezza e scoramento e allora Filippo che è l’unico ad avere il cellulare ancora carico, prova a chiamare il 118 per chiedere aiuto nell’orientamento. I suggerimenti della Centrale ma soprattutto una parziale e momentanea schiarita ci permettono di decifrare la direzione. Poi il cellulare si scarica e non riusciamo più a contattare il 118, ma per fortuna alle 17 raggiungiamo la cima del Visolo, l’ultima delle creste. Da qui inizia la discesa vs il Passo, su terreno erboso e non più esposto. Abbassandoci di quota, usciamo dalle nebbie e troviamo conferma visiva ai nostri sospetti: l’elicottero che sentivamo girare sopra di noi è del soccorso Alpino, ma non pensiamo stia cercando noi e lo salutiamo. Ogni tanto sentiamo anche urla, ma lontane e indistinte per cui non gli diamo tanto peso. Quando quasi alle 19 raggiungiamo alla spicciolata il Passo( io sono rimasto indietro per un problema allo scarpone) siamo assaliti e sgridati dal personale del Soccorso Alpino infuriato perché non abbiamo più avuto contatti telefonici e dolo dopo mediazione riusciamo a convincerli a lasciarci partire senza aspettare il personale salito a piedi e che deve ancora tornare dalle operazioni di ricerca. Volevano ci scusassimo anche con loro. Nei giorni successivi i giornali locali bergamaschi (probabilmente a corto di notizie) danno ampio spazio alla nostra disavventura, raccontando di quattro cremaschi smarriti sul massiccio della Presolana. Che dire, oltre a scusarci ancora per l’involontaria attivazione del 118 e rinnovare il ringraziamento per la loro incredibile disponibilità?
Foto1 la via Foto 2 Pippo sul 4° tiro Foto3 i fantastici 4 in cima
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