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Monte Menna, Cresta Nord: appuntamento da onicers...
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Autore Messaggio
Zeno



Registrato: 26/06/14 17:59
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MessaggioInviato: Mer Dic 19, 2018 9:08 pm    Oggetto: Monte Menna, Cresta Nord: appuntamento da onicers... Rispondi citando

Monte Menna, Cresta Nord all’Antecima Ovest
Report di Fabiomaz

Ci sono delle montagne che hanno un fascino particolare, in qualche modo superiore alle loro dirimpettaie.
Il Menna a parer mio è una di queste offrendo tra le pieghe dei suoi fianchi dolomitici vari terreni di gioco per l’escursionismo, arrampicata su roccia, ghiaccio e sci – estremo e non – come ha dimostrato nel tempo l’attività alpinistica intesa ma al contempo “discreta” su questa montagna.

Da ormai qualche anno ero affascinato dalla Cresta Nord all’antecima Ovest salita per la prima volta di inverno nella Vigilia di Natale del 1980 da Celso Gilberti e Guido Valoti che si è fatto nel tempo anche “divulgatore” di questa meritevole salita.


Foto molto bella ed istruttiva del versante nord del Menna scattata sopra Santa Brigida da Moritz63 di Valbrembanaweb nel nevoso 2014.

Quando arriva la proposta di fabiomaz che ci ha già provato l’8 dicembre con i suoi soci del LTD non esito ad accettare.
Sono tra l’altro molto contento di conoscere di persona Fabio e non c’è modo migliore di farlo che con una via di questo genere.
Il giorno prima della salita mi ricordo di aver un appuntamento dal dentista proprio venerdì mattina... Embarassed
volenti o nolenti, dobbiamo assecondare l'indicazione di Guido di salire questo itinerario nel pomeriggio.

Attacchiamo un centinaio di metri a sinistra della cresta lungo un vago canale di erba, roccia, neve e mughi.
Una volta raggiunto il filo ci leghiamo ed è Fabio ad aprire le danze.




Si arrampica agganciando la roccia con le picche o spicozzando su ciuffi d’erba che infondono più sicurezza e soddisfazione di qualsiasi tipo di ghiaccio (Fabio non è molto d’accordo quando gli espongo questa opinione…)






Come è normale c’è un po’ di titubanza ed al contempo curiosità reciproca quando ci si lega per la prima volta con una persona ma mentre passano i metri confidenza e sintonia sono subito guadagnate.




“È freddo ma è secco”: considerazione climatica di Guido, subito diventata leitmotiv della giornata.




Gli ultimi timori residui si sciolgono raggiungendo la parte alta della cresta illuminata dal sole pomeridiano.






Sfruttando lo zoom...




Autoscatto di vett… ehm! ...antecima




Vette lontane offrono l’occasione per raccontarsi di gite fatte e da fare.






Nonostante Fabio si fosse promesso di non scattare foto del versante Sud per non sconfessare la scarsa quantità di neve qui ha dovuto tirar fuori la macchina.




La cresta illuminata dall’ultimo sole.




Un grande grazie a Fabio per la proposta, al Luponatti Dream Team (di cui ora ho appreso l’etimologia del nome) per il lavoro di tracciatura/ricognizione ed a Guido che ha scovato e divulgato questo itinerario e ci ha seguiti -prima, durante e dopo la salita- come un padre… alpinistico.

Alla prossima! Wink
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Mola mia, leu!


L'ultima modifica di Zeno il Mer Dic 26, 2018 1:09 pm, modificato 1 volta
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fabiomaz



Registrato: 25/10/07 10:15
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Residenza: Bergamo

MessaggioInviato: Gio Dic 20, 2018 10:17 am    Oggetto: Re: Monte Menna, Cresta Nord: appuntamento da onicers... Rispondi citando

Zeno ha scritto:


Un grande grazie a Fabio per la proposta, al Luponatti Dream Team (di cui ora ho appreso l’etimologia del nome) per il lavoro di tracciatura/ricognizione ed a Guido che ha scovato e divulgato questo itinerario e ci ha seguiti -prima, durante e dopo la salita- come un padre… alpinistico.

Alla prossima! Wink


Eccolo qua lo Zeno fotoreporter, la speranza - parole non mie né sue - dell'alpinismo eroico orobico Laughing

Devo farti un appunto perchè la D di LDT sta per DRINK, non DREAM come il buon Lupin ci tiene a rimarcare.

Però dalle foto ti sei tirato fuori tranne che in una da lontano e di spalle.
Non dici che il passaggio "chiave" l'hai fattu tu..e allora rimedio io.


Zeno e la cresta


Passaggini di tutto un po' (neve, roccia, erba, mugo)


Brevi disarrampicate


Verso l'uscita


Fulgide speranze

Laughing Laughing Wink
alla prossima
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lupin-3



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MessaggioInviato: Ven Dic 21, 2018 2:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

BBB

Splendido report Very Happy

Fewlicissimo che il Boss ti abbia spiegato il significato e l'appunto sulla D Laughing

Mi sarebbe piaciuto esserci,ma è sempre lì la cresta,e io ferie non ne avevo Rolling Eyes

Wink
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LorenzOrobico



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MessaggioInviato: Ven Dic 21, 2018 5:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bella la Guido cresta... Laughing
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Domonice
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MessaggioInviato: Sab Dic 22, 2018 4:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Queste sono belle uscite. O almeno a me piacciono. Una forma di alpinismo che mi risulta congeniale: poco ingaggio, vicino casa, alpinismo smart diciamo. scegliere l'orario in base all'esposizione è una cosa molto Simon style, c'è da dire che al pomeriggio ha un fascino tutto particolare, specie adesso con il sole molto basso. BBB Very Happy
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Fabrizio Righetti



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MessaggioInviato: Dom Dic 23, 2018 6:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bravi e bellissime fotografie. Mi piacerebbe farla anche io questa salita in veste invernale
Fabrizio
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simon



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MessaggioInviato: Dom Dic 23, 2018 11:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi son fatto un giro anch'io oggi!
Salendo da Zorzone
Ho dato una rinfrescata alle vostre tracce che l'ultima nevicata aveva quasi cancellato

Bella, mi e' piaciuta molto Very Happy Very Happy
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Brecchy



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Messaggi: 71
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MessaggioInviato: Lun Dic 24, 2018 1:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

Io e il mio socio siam saliti ieri al Menna! Dalla cresta Nord-Est però! Spesso guardavo e fotografavo quella che avete fatto voi; sicuramente più impegnativa, spero un giorno di riuscire a salirla! Noi con le recenti precipitazioni abbiamo trovato dai 20 ai 50 cm di neve tutta da tracciare, è stato un lavoraccio ma ha reso molto gradevole e invernale l'ambiente circostante... Grandi! Wink
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In cima, non si è nemmeno a metà...
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Zeno



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Residenza: Torre Boldone

MessaggioInviato: Mer Dic 26, 2018 1:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

lupin-3 ha scritto:

Fewlicissimo che il Boss ti abbia spiegato il significato e l'appunto sulla D Laughing
Mi sarebbe piaciuto esserci,ma è sempre lì la cresta,e io ferie non ne avevo Rolling Eyes
Wink

Infatti mi sentivo un po' in colpa a parassitare le vostre tracce... va bhe, dai. Sarà per la prossima Wink

Domonice ha scritto:
… scegliere l'orario in base all'esposizione è una cosa molto Simon style

simon ha scritto:
Mi son fatto un giro anch'io oggi!

CVD

Brecchy ha scritto:
Io e il mio socio siam saliti ieri al Menna! Dalla cresta Nord-Est però! Spesso guardavo e fotografavo quella che avete fatto voi; sicuramente più impegnativa, spero un giorno di riuscire a salirla! Noi con le recenti precipitazioni abbiamo trovato dai 20 ai 50 cm di neve tutta da tracciare, è stato un lavoraccio ma ha reso molto gradevole e invernale l'ambiente circostante... Grandi! Wink

Ho visto il report che mi è piaciuto molto, grandi! La Nord-Est è davvero un bell'itinerario d’inverno a parer mio. Rispetto alla Guido Cresta è meno verticale dato che il dislivello lo fai praticamente tutto salendo al Pizzo di Roncobello ma è più lunga ed ancor più panoramica visto che sei a cavaliere tra Val Seriana e Val Brembana (ad esser precisi la linea spartiacque passa più ad Est lungo la dorsale allineata Nord-Sud del Grem ma gli scenari sono quelli).
Avevo visto un report l’anno scorso di Beps65 che la paragonava alla Piancaformia in Grignone e - pur non avendo fatto quest’ultima Laughing - mi trovo molto d’accordo anche solo per esposizione e tipologia di itinerario.
Ovviamente il Menna rispetto al Grignone ha il fascino del “selvaggio orobico” Twisted Evil .

Altri itinerari che mi affascino sul Menna sono i canaloni che si originano sulla parete Est. Di uno ho trovato un bel report di LorenzOrobico e ho visto che un’altra linea è stata salita intorno a Natale dell’anno scorso con tanto di nome e articolo su Le Alpi Orobiche di marzo 2017.
Un’altra cresta bella secondo è quella compresa tra la Guido Cresta e la Nord-Est di cui ho trovato sugli annuari CAI la recensione estiva di Mario Giacherio (che tra l’altro so che di tanto in tanto sbircia On-Ice…)


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matteo81



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MessaggioInviato: Gio Dic 27, 2018 12:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bello tornare qui e leggere del Boss, complimenti!
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guidoval



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MessaggioInviato: Dom Gen 27, 2019 2:43 am    Oggetto: Rispondi citando

Zeno ha scritto:


Interessante che qualcuno abbia bazzicato in epoca contemporanea da quelle parti! Come scrive Giacherio, la parte bassa dello sperone è larga e delimitata da due creste che convergono fino a unirsi a circa 150/200 m+ dalla cresta sommitale. Lui l'ha presa da sinistra, non lo sapevo e non ho presente come sia da lì, ma probabilmente c'è meno da ravanare tra i mughi che prendendola da destra. Comunque il tratto di arrampicata fessurato è obbligato, in comune ai due attacchi. Lui ci arrivava sotto salendo a naso dai boschi, mentre noi locali, per abitudine, dalle vecchie anzi storiche tracce del sentiero che fino alla seconda guerra mondiale veniva usato per portare le mucche da un fupù (loc. per foppone) all'altro, poi riesumate come 'sentiero Gilberti' dopo l'incidente di Celso.

Quindi lo sperone è basato molto largo, e al suo centro sale fino all'unione delle due creste un canale che diventa interessante con la neve quando si fa il ghiaccio nei due saltini rocciosi che lo interrompono, cosa che accade generalmente in primavere nevose. Forse se ne era già parlato qui dentro, ma non lo ritrovo e questo thread del Menna è il posto giusto. Se ghiacciano, e a seconda della quantità di neve depositata nel canale, presentano qualche metro di arrampicata carina mai veramente verticale. Però non lo raccomando salvo condizioni di neve stabilissima a) per decenza perchè proprio appena fuori dal canale, sul pendìo convesso che porta alle roccette di cresta, si staccò tutto, la neve ci portò giù fino al bosco ben sotto l'attacco, e Celso ebbe la peggio (aprile 1985 mi sembra ma dovrei verificare); b) perchè tutto il versante N del Menna è valangoso: ogni volta che nevica o tira vento da S si formano depositi su tutti i pendìi che si alternano alle fasce rocciose, e poi la neve fatica a trasformarsi prima del caldone che la stacca. La salita più sicura è il canalino tra la cima e l'anticima W (vedo che lo chiamano 'dello Zoppo'), fattibile di solito fino a inizio estate.

Nella descrizione di Giacherio non mi torna quello che lui nomina come crestone della cima, e che poi gli serve per descrivere la morfologia del Menna da N. Per come l'ho capìta io, quel crestone che cita è quello dell'anticima W di questo thread. È facile sbagliarsi, specialmente da valle: lo spartiacque N/S del Menna è un semicerchio, e da sotto la cima pare più bassa delle anticime W e E perchè è più lontana in prospettiva. Lo sperone di Giacherio non sarebbe (non è!) quello centrale. Qui (gli abito di fronte) suddividiamo e nominiamo il Menna così: la traversata Croce di Pizzo-Pizzo-Cima-Passo del Menna è la Cresta del Menna tout court, e coincide con l'itinerario classico percorso da Brecchy (e mi pare da Zeno un anno fa). 'Croce di Pizzo' è dove c'è la croce visibile da Roncobello e Baresi, dove convenzionalmente inizia la Cresta del Menna al congiungimento di numerose costole semirocciose. Il Pizzo di Menna è il punto dove si congiungono la cresta proveniente dalla Croce di Pizzo, quella che sale dal Passo del Vindiolo (direzione Branchino/Arera) e il proseguimento verso la cima di Menna. I due speroni, quello E di Giacherio e quello all'anticima W di questo thread, non hanno ovviamente nome locale, mentre ce l'hanno le tre conche che questi dividono essendo state fino alla seconda guerra mondiale zone di pascolo: Fupù del Pés (foppone del pizzo) quello più a Est; Fupù del Mèss (foppone di mezzo) quello centrale tra i due speroni; valù, vallone, quello dove sale il sentiero estivo.

Annotazioni sulle ultime note storiche di Giacherio:
quella che lui indica come parete ovest del Pizzo, sopra il circo E (Fupù del Pés), si prende per un passaggio che sale verso destra visibile solo arrivati a un centinaio di metri (o col binocolo da valle se uno sa che si passa di lì), proprio in mezzo alla fascia rocciosa soprastante. Nel suo disegno lo ha molto evidenziato. NON assolutamente per la cengia ascendente da sinìstra a destra cui si accede per un caminetto marcio qualche decina di metri alla sua sinistra (fronte al pendìo, non or.). Il passaggio tra le rocce è l'unica parte ripida ma basta sempre una picozza. Sopra si cammina, circa 30°, 40° in alto, e la salita porta verso destra, in allontanamento dal Pizzo (anche perchè sotto il Pizzo c'è roccia verticale e pessima). Per la crepa tra le rocce si passa al pelo anche con gli sci, in discesa (non è un granché di sciata, 20 curve sopra e 20 sotto, a chiuderle).

invece nel Fupù del Mèss, indicato da Giacherio come il circo a destra dello sperone, non so se Baroni fosse salito dal canalino (non ho voglia di cercare. Zeno?). Ma propongo una salita facile e molto più d'ambiente. Bisogna farla con poca neve dura o altrimenti solo DOPO che abbia scaricato l'enorme valanga che spazza tutta la sua parte bassa. Invece di puntare al canalino dritto 'dello Zoppo', si sale a sinistra del pinnacolone di roccia sana. La via non è obbligata ma bisogna puntare a un inconfondibile e bel passaggio stretto tra due rocce detto (da me) 'I Gemelli di Thor' (e adesso vediamo chi riconosce la fonte). Poi si continua dritti verso la cresta tra affioramenti di roccette, oppure si traversa decisamente verso destra un po' più sopra per arrivare fin sotto la verticale della cima. Pendenze contenute entro il ripido sciistico umano. La via non è mai obbligata salvo tra i Gemelli di Thor. Sconsigilata in discesa con gli sci per discontinuità, spazi costretti e lungo traverso.

Sul Menna da N ci sono anche altre linee carine che salgono in cresta da poco sotto come sul vallone, tutto a sinistra del passo fronte al pendìo, ma non ghiaccia sempre. E una via Parimbelli & C. sul pinnacolone in mezzo al Fupù del Mèss, 6b da proteggere mi pare. La cresta N all'anticima W di questo thread si può raggiungere in alcuni punti dalle rocce versante circo centrale, lo stesso. In estate è un'alternativa molto diretta verso la cima, e bastano le scarpe da corsa. Questo è quello che conosco di possibile interesse.
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Stefano81



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MessaggioInviato: Lun Gen 28, 2019 6:45 pm    Oggetto: Rispondi citando

guidoval ha scritto:


Il Pizzo di Menna è il punto dove si congiungono la cresta proveniente dalla Croce di Pizzo, quella che sale dal Passo del Vindiolo (direzione Branchino/Arera) e il proseguimento verso la cima di Menna.


Su alcune carte è segnato come "Pizzo Roncobello". Ha qualche fondamento questa denominazione o è semplicemente un errore?
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guidoval



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MessaggioInviato: Lun Gen 28, 2019 8:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

Non saprei. Qui nessuno lo chiama così. Anche perchè, passandoci, vedi subito che non è un punto definibile come cima. Sarebbe difficile perfino individuarlo con precisione per quotarlo e definirlo ‘punto quotato’. Si sale fin lì e poi si continua a salire, anche se con meno pendenza, e anche come punto di unione di tre o più crinali è poco definito. Su una mia vecchia IGM 1:25000 è Croce di Pizzo 2040 ( molto marcati i crinali). Il Pizzo è chiamato proprio ‘il Pizzo’ 2274, e la Cima di Menna 2300 (altrove 2315). Dal paese però Croce di Pizzo è l’ultimo punto visibile, e quindi una croce ci stava bene.

Può anche darsi che qualcuno si sia dato da fare con l’IGM. Pare che, a certe condizioni, per punti quotati ancora senza nome o con nomi risalenti solo alla tradizione locale, sia possibile proporre l’attribuzione di un toponimo. Vedi Cima Papa Giovanni Paolo II all’ex pq 2230.
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Zeno



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MessaggioInviato: Gio Gen 31, 2019 8:55 am    Oggetto: Rispondi citando

Grazie Guido! Tutto ciò è davvero interessante e prezioso.
Appena riesco "trascrivo" su una carta e qualche immagine.
Grazie davvero Very Happy
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guidoval



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MessaggioInviato: Gio Gen 31, 2019 11:01 am    Oggetto: Rispondi citando

Stefano81 ha scritto:
guidoval ha scritto:


Il Pizzo di Menna è il punto dove si congiungono la cresta proveniente dalla Croce di Pizzo, quella che sale dal Passo del Vindiolo (direzione Branchino/Arera) e il proseguimento verso la cima di Menna.


Su alcune carte è segnato come "Pizzo Roncobello". Ha qualche fondamento questa denominazione o è semplicemente un errore?


Scusami Stefano81, tu parlavi de il Pizzo e io ti ho risposto parlando di Croce di Pizzo. Però poi nella descrizione ci è entrato anche lui. Comunque su queste cose è facile fare confusione, v. per esempio le cime di Pietra Quadra. Solo una minoranza tra i locali ci va o ci è andata almeno una volta nella vita, e ancor meno gente si interessa dei toponimi, per cui può capitare anche che nel senso comune si stabiliscano denominazioni errate. In ogni caso preferisco un localismo, anche se sbagliato di qualche decina di metri, che certe denominazioni contemporanee da collezione Harmony imposte dall’ultimo arrivato.
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