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Canalone nord della Val Conchetta: alla scoperta di Mario-bi

 
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fabiomaz



Registrato: 25/10/07 10:15
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Residenza: Bergamo

MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2019 3:52 pm    Oggetto: Canalone nord della Val Conchetta: alla scoperta di Mario-bi Rispondi citando

Mario-bi è un tipo strano. Forse perchè è normale essere strani quando si è l'inconscio (vedi nota in fondo) di qualcuno e ancora più normale se si è l'inconscio di Oscar Beletti.
Oscar quando ti vede per la prima volta scende dal suo furgone e ti abbraccia come se fossi un amico di lunga data, Mario ti scruta da dietro quegli occhi azzurri e duri come i ghiacci che ha visto nella sua lunga storia di avventure.
Mario quando si incazza ti guarda dritto negli occhi, alzando impercettibilmente in mento, quasi fremendo leggermente d'ira trattenuta, Oscar un attimo dopo si addolcisce in un sorriso e si scusa, sempre pronto all'ironia e al gioco. Mario si prende molto sul serio, Oscar ti strizza l'occhio e passa via.
Mario l'avevo incontrato per caso, leggendo i suoi lunghi e inizialmente incomprensibili report su on-ice, che riesci a capire davvero solo se prendi e vai vedere di persona; e infatti a una mia richiesta di chiarimenti mi aveva gentilmente mandato a quel paese.
Oscar aggiunge che - per vecchio spirito di alpinista - non voleva mandare chi non conosce a farsi del male.
Poi Oscar ha scritto un libro, una guida arruffatta, caotica, geniale, di itinerari introvabili sulle Orobie, itinerari che sono il frutto di un'esperienza trentennale di ricerca in direzione ostinata e contraria alle rotte di facile ed occasionale consumo.
E io che non conoscevo Oscar ma solo Mario-Bi non potevo fare a meno del suo libro, anche solo per quelle belle cartine che danno un senso compiuto a tanti racconti ricchi di sottintesi.
Poi il libro di Mario-bi non è tanto una guida, è una saga corale e visti i gusti letterari di Oscar direi è un Trent'anni (per i 100 ci sta lavorando) di solitudine orobica, concentrato nei tempi e negli spazi di una "guida".
Ha scritto un libro e ci siamo trovati per esplorare quel canalone di Fontanamora (o delle cime di Val Conchetta, come Oscar lo ha ribattezzato) che io avevo già sciato lo scorso anno ma senza trovare quell'uscita/entrata dalla barriera rocciosa sommitale che sapevo esistere e che permette, con due calate di 15 metri, di accedere al canale dall'alto con un bel giro ad anello dal passo di Vigna Vaga.
A Mario/Oscar si è unito Aldo, uno "dei suoi ragazzi", che è pur sempre un termine curioso se appioppato a un sessantenne per quanto in splendida forma.
La presenza di Aldo è stata un po' la ciliegina sulla torta, perchè non c'è nulla come veder interagire due vecchi amici per comprendere un po' meglio le persone.
E così malgrado le tante parole da scambiare me ne sono stato a lungo zitto, ascoltandoli parlare, litigare, scherzare.

Ah, poi il canale l'abbiamo salito fino in cima e dopo un po' l'uscita l'abbiamo trovata e salita, abbiamo trovato le doppie (ora rinforzate) e pure delle vecchie protezioni (anche un rinvio chissà come mai lasciato lì). Un banale incidente occorso ad Aldo non ci ha fatto salire in vetta ma siamo scesi dal canalone e poi risaliti al rifugio dell'Aquila.
Solo non fidatevi troppo di Mario-bi, la neve non era davvero polverosa e ottima, o forse è che abbiamo due idee di neve polverosa e ottima, la mia prevede come minimo 40 cm di affondamento.

Laughing

PS: il libro di Oscar è questo 100 itinerari di scialpinismo nelle Orobie, e per averlo conviene scrivere direttamente a Oscar come spiegato qui, e per un'orobico conviene davvero averlo, per trovare quello che in una normale guida o in rete non troverete mai.

Lasciamo la traccia della val Conchetta e puntiamo verso la cima


Dietro lo sperone di nasconde il canale.


Oscar/Mario in arrivo


Nella parte bassa del canale



Verso la parte finale, un camoscio entra nel canale da una cengia laterale. Un buon segno.



In canale di uscita.


Ready to drop in


Traversando verso il Ferrante


Il vallone tra le cime della val Conchetta e il Ferrante


I "ragazzi", quelli forti davvero.




Nota: Mario-bi è il nickname di Oscar Beletti, ma come dice lui è anche il suo inconscio.

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Domonice
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MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2019 6:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bel racconto. Oscar lo conosco da una quindicina d'anni ( e anche Mario Laughing ) e per un po' ho anche fatto parte dei "suoi ragazzi". Si, è davvero un tipo "originale", bisogna prenderlo così com'è e tenerselo. O ammazzarlo Very Happy ! Siamo tutti un po' Beletti addicted, il suo primo "romanzo" ha svezzato migliaia di scialpinisti, che dopo le prime due gite hanno capito subito che con lo scialpinismo non si scherza Mr. Green . Se siete andati sabato probabilmente non ci siamo incontrati per un soffio, noi siamo scesi dal Petto molto presto. Comunque non ho mica capito se siete usciti in vetta e che difficoltà ha il canale d'uscita.
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fabiomaz



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MessaggioInviato: Mar Feb 19, 2019 10:05 am    Oggetto: Rispondi citando

Domonice ha scritto:
Se siete andati sabato probabilmente non ci siamo incontrati per un soffio, noi siamo scesi dal Petto molto presto. Comunque non ho mica capito se siete usciti in vetta e che difficoltà ha il canale d'uscita.


Noi siamo saliti insolitamente tardi per i miei tempi ma ho visto gente che scendeva e ho pensato: miiiinchia questi fanno gli orari del Dome.
Magari eravate voi.

Il giro per come mi era stato descritto anni fa prevedeva la salita dal passo di Fontanamora (no Vigna Vaga come scritto sopra), la discesa a sud per un tratto, la risalita alla cima di Fontanamora (o val Conchetta, non so il nome esatto) e la discesa dal canalone con calata in doppia. Fatto così non serve molto materiale. Un imbrago, un discensore e un cordino da 30 metri. E se fatta nelle condizioni giuste assicura una super sciata in polverone su pendenze da sbavo senza doversi fare a nuoto tutta la salita del canale.
In rete si trova un video di Stefano Vedovati fatto con il drone e nelle giuste condizioni.
Quello spiega tutto quello che serve.
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