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   Monte Disgrazia, Cresta O-NO (via normale), 13/08/2021
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Onicer  Peggy   
Regione  Lombardia
Partenza  Piana di Preda Rossa  (1955 m)
Quota attacco  3387 m
Quota arrivo  3678 m
Dislivello della via  1120 m
Difficoltà  PD+ ( pendenza 35° / III in roccia )
Esposizione in salita Ovest
Rifugio di appoggio  Rifugio Ponti, 2559 m
Attrezzatura consigliata  Normale dotazione per una via normale su cresta di misto e avvicinamento su ghiacciaio
Itinerari collegati  Monte Disgrazia (3678m), Cresta O-NO (via normale)
Rischio valanghe  1 - Debole
Condizioni  Buone
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Il Disgrazia l'avevo salito qualche anno fa dalla cordamolla, ma il versante che dà sulla Valmasino non lo conoscevo molto, anche se ha almeno un paio di salite interessanti.
Così, saltati altri progetti, per la gita pre-ferragosto puntiamo qui con Alessandro e Marco.
Il giovedì pomeriggio risaliamo con calma il sentiero della valle di predarossa che conduce al rifugio Ponti, la giornata è calda e molta gente si rinfresca ai bordi del torrente; la nostra meta del giorno successivo fa già bella mostra di sé, anche se una nuvola ne copre la cima.
Al rifugio recuperiamo liquidi 🍺, in attesa della cena; quando il sole cala dietro le cime la temperatura si rinfresca finalmente un poco; dopo cena decidiamo di salire dalla normale e non più dalla baroni, come pensavamo inizialmente, perché nella parte alta c'è neve nuova ed almeno la normale è tracciata. Ben prima delle 10 siamo a letto che il giorno successivo sarà lungo.
Alle 4.30 siamo di nuovo nella sala da pranzo per la colazione ed alle 5 finalmente partiamo, fuori la temperatura è calda e nonostante sia mattino presto a 2600 MT, ben presto siamo in maglietta😅.
Al buio perdiamo presto la traccia più comoda, così invece che risalire dal sentierino in cima alla Morena risaliamo quasi tutta la vallata stando ai suoi piedi. In un paio d'ore mettiamo piede sul quel che resta del ghiacciaio, una volta ramponati saliamo la ben evidente traccia fino alla sella di pioda, il canalino che di solito porta in cresta è senza neve per cui risaliamo per roccette poco sotto la sella e tramite una cengia rientriamo nella parte superiore del canalino, comunque secco; qui il terreno non è dei migliori, sassi appoggiati e fine ghiaietto, però seguendo una labile traccia e soprattutto i segni dei ramponi giungiamo in cresta.
Questa si affaccia subito sul baratro della Nord ed il sole lancia i suoi primi spiragli, i passaggi non sono mai difficili ma l'esposizione è spesso tanta e da due terzi in su la cresta presenta neve nuova, peraltro in buone condizioni e che spesso facilità i passaggi. In un paio di punti esce la corda, anche se per pochi metri, più per l'esposizione che per vera difficoltà. Uno di questi è il cavallo di bronzo, che pensavo inizialmente più difficile, e da lì in pochi metri siamo in vetta, per la seconda volta sono qui...foto, panorama e poi in breve ripartiamo, anche in discesa la corda esce negli stessi 2 punti e l'impegno è più per il vuoto, soprattutto verso la Nord.
Dalla sella in giù il passo torna ben più veloce ed anche il caldo ritorna a farsi sentire, ma la soddisfazione per questa ennesima salita vince la stanchezza che ora decisa avanza.
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