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   Via Bonatti-Mazeaud, Petites Jorasses, 12/08/2021
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Onicer  picchiomuraiolo   
Regione  Valle d'Aosta
Partenza  Fréboudze  (1650 m)
Quota attacco  3100 m
Quota arrivo  3650 m
Dislivello della via  550 m
Difficoltà  ED- ( pendenza 50° / VIII in roccia )
Esposizione in salita Sud-Est
Rifugio di appoggio  Bivacco Gervasutti (2835 m)
Attrezzatura consigliata  nda, due mezze corde, una decina di rinvii, nut e friend fino al 3 BD (raddoppiando i medio-piccoli), fettucce e cordini, chiodi e martello, piccozza e ramponi
Itinerari collegati  nessuno
Rischio valanghe  1 - Debole
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento Siamo saliti in giornata (o meglio: in nottata...) dalla Val Ferret, per affrontare questa bella via ricca di storia, aperta un anno dopo la tragedia del Freney dai sopravvissuti Walter Bonatti e Pierre Mazeaud, in segno della loro amicizia.
In questa stagione così anomala, pur essendo metà agosto, il tormentatissimo ghiacciaio di Fréboudze si passa agevolmente: i crepacci son ben chiusi, e la terminale non presenta problemi eccessivi. Per attaccare la via, abbiamo disarrampicato entrando nella terminale, per poi toccar la roccia e percorrere i brevi metri fino alla sosta 0 (visibile cordino che penzola). Si possono lasciare lì zaini, scarponi, picca e ramponi, se si sceglie di scendere in doppia lungo la vicina via Pantagruel.
La via è molto bella e su roccia quasi sempre ottima, in particolare nei tiri più impegnativi (chapeau agli apritori, ma del resto sappiamo di che stoffa erano...). Il diedro di 6c può spesso risultare bagnato.
Abbiamo trovato molto affidabile la relazione del blog Danza Verticale, anche se forse lì si aumenta un pelo la lunghezza dei tiri. Occhio che, rispetto a quanto indicato, alcuni chiodi (anche nelle soste) sono ormai saltati... Comunque la via è ottimamente proteggibile con incastri vari e anche le soste si possono attrezzare o rinforzare facilmente.
Se si sceglie di scendere in doppia, come relazionato da Danza Verticale, seguendo le soste a fix e maillon di "Pantagruel" in un'oretta si torna alla sosta 0 (obliquando verso sinistra nell'ultima calata per raggiungere scarponi e materiali, ma nulla di acrobatico).
Con Alessandro, con cui il giorno prima avevamo assaggiato la bella roccia delle vie moderne di Motto, Vogler and Co. sull'Aiguille Croux.

FOTO 1: La sosta 0 vista dal "ventre" della terminale
FOTO 2: Iniziano le danze nel gran diedro...
FOTO 3: Il ghiacciaio di Fréboudze visto dagli ultimi tiri
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