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| LE SCALANCIE via SU-PER SCALANCIA, 06/11/2025 | Tweet |
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| Onicer | garaca
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| Regione | Piemonte |
| Partenza | Alpe Gighè - Val di Susa (1670m) |
| Quota attacco | 1680 m |
| Quota arrivo | 1850 m |
| Dislivello | 380 m |
| Difficoltà | TD / 6b ( 6a obbl. ) |
| Esposizione | Sud |
| Rifugio di appoggio | nessuno |
| Attrezzatura consigliata | N.d.A. - corde da 50 - 12 rinvii - " amici " medio/piccoli |
| Itinerari collegati | nessuno |
| Condizioni | Buone |
| Valutazione itinerario | Ottimo |
| Commento | Note:
Via in ambiente grandioso e solitario, che si sviluppa su cinque contrafforti e alterna tratti sportivi a tratti dal carattere alpinistico. Utili friend da micro a 2 BD e vari rinvii allungabili. Avvicinamento: Da Condove, superare Mocchie e proseguire lungo la strada per Frassinere; subito dopo il ponte sul rio Puta svoltare a destra e prendere la ripida strada comunale Colle dell'Alpe per il Colombardo. Superare la borgata Prato del Rio e al bivio per il Sacrario Vaccherezza restare sulla strada principale che sale verso destra. Seguire la sterrata (in condizioni discrete, al momento percorribile anche con un'auto bassa) sino alla curva dell'Alpe Gighé (m. 1670 s.l.m., cartello indicatore), dove si lascia l'auto. (dal 15 ottobre a tarda primavera, sterrata chiusa da sbarra, calcolare circa 15 minuti in più di avvicinamento). Attraversare il torrente e salire la breve rampa che porta all'alpeggio. Superarlo, risalire il costone di alcuni metri, quindi seguire verso destra una traccia che transita sotto un casolare e continua a mezza costa per qualche centinaio di metri. Superare le cuspidi di due torrioni ben visibili sul margine destro del sentiero e dopo un ulteriore breve tratto in leggera salita affacciarsi nella bellissima conca delle Scalancie, caratterizzata da un susseguirsi di torrioni inframmezzati a terreni prativi, canali erbosi e pietraie. Seguire la traccia che attraversa la conca da ovest a est in lieve discesa, fino a raggiungere la base del primo torrione, da cui attacca la via (circa 20 minuti dall'auto; numerosi bolli rossi e qualche ometto lungo il percorso, 35/40 minuti se la sbarra è chiusa). Descrizione L1: salire il magnifico muro tecnico a microtacche fino a sostare subito dopo un tettino (15 m, 6a+). L2: salire in senso ascendente verso destra la splendida placca lavorata, quindi risalire il muro verticale fessurato, superare un breve risalto e sostare all’apice del torrione (35 m, 6a+).Superare la selletta e scendere per una ventina di metri fino alla base di una breve placca (bolli rossi, cordino su clessidra alla base). L3: risalire la bellissima placca lavorata, ribaltarsi su cengia erbosa e sostare contro il risalto prospiciente (20 m, 5a). Risalire verso sinistra per quasi sessanta metri il ripido prato (bolli rossi), fino a raggiungere la base del torrione sovrastante e reperire l’attacco all’altezza di una placca nerastra. L4: salire il difficile muro solcato da fessure orizzontali, superare una breve rampa abbattuta e sostare alla base di uno strapiombo (20 m, 6b). L5: traversare leggermente verso sinistra e vincere lo strapiombino con difficile passo di ristabilimento, quindi proseguire su bella placca lavorata, superare un tettino e una stretta cengia erbosa e sostare (25 m, 6a+). L6: salire la bella placca fessurata, quindi superare un delicato ribaltamento e un breve muretto, attraversare la stretta cengia e sostare (25 m, 6a). L7: alzarsi con passo sbilanciante sulla rampa, quindi superare bei risalti di roccia molto lavorata, traversare verso destra tenendosi bassi sulla placca abbattuta e sostare (20 m, 5c). L8: proseguire verso destra e attaccare la bellissima placca fessurata fino a sosta in una nicchia (20 m, 5b).Scendere il canalino erboso per una ventina di metri fino al punto più basso del torrione (bolli rossi). L9: risalire una serie di risalti di roccia molto lavorata, quindi traversare verso destra su tratto più facile con chiodatura distanziata, fino a sosta (30 m, 5c). L10: alzarsi su facili risalti sprotetti, aggirare uno spigolo e salire la breve placca finale fino alla cresta (20 m, 5b; far saltare la corda prima della placca per evitare attriti).Seguire la crestina rocciosa per una decina di metri (spit), poi scendere nel canale erboso per una ventina di metri, fino a reperire l’attacco della via, alla base di un sistema di diedri (freccia e bolli rossi). L11: alzarsi su un pilastrino e attaccare il primo diedro dopo difficile passo di ristabilimento; al termine del diedro traversare brevemente a sinistra, ribaltarsi su placca delicata e salire il successivo impegnativo diedro leggermente strapiombante, fino a uscirne sulla destra con passo delicato e raggiungere la sosta aerea (15 m, 6b continuo, tiro chiave della via). L12: seguire l’esposto traverso verso destra restando bassi, quindi salire una serie di risalti verticali con passo molto delicato in placca, alzarsi su facile rampa lichenata e sostare alla base di una nicchia (25 m, 5c, un passo 6a+). L13: portarsi sotto il punto debole dello strapiombo e superarlo con passo atletico, alzandosi su uno spuntone di roccia; seguire brevemente la bellissima lama e proseguire verso destra su due magnifici muri verticali lavorati a fessure orizzontali, fino a sosta (40 m, 6a+). L14: superare dei facili risalti, poi salire un bel muro lavorato, uscirne proseguendo sul filo abbattuto della cresta, superare un primo risalto a grosse prese, quindi un secondo risalto con passo difficile di ristabilimento su placca, fino a sosta (40 m, 5c, un passo 6a) L15: passare sotto il filo di cresta in costante esposizione, fino a sosta finale su spit singolo (30 m, II, bollo rosso alla sosta). Per la discesa, il modo più veloce (in assenza di nebbia) è risalire il pendio prospiciente seguendo i bolli rossi fino ad arrivare all’altopiano; da lì seguire le cuspidi di uscita dei vari torrioni e scendere nel canale erboso che delimita l’ultima cuspide, fino a intercettare un sentiero ben tracciato che porta direttamente all’alpeggio Gighé. (che già si vede dall'ultima cuspide) Storico Via aperta dal basso da Mauro Pettigiani e Antonio Migheli fra giugno e luglio 2025. Relazione sopra fatta da loro. GIUDIZIO PERSONALE: Arrampicata che si svolge in un contesto veramente molto bello. Avvicinamento e discesa ben segnati ,comodi e veloci Roccia nei primi tiri bellissima, poi rimane sempre bella ma con tratti un poco sporchi e con lichene, ma si sale bene. (visto l’ambiente , la tipologia del posto e la recente apertura non potrebbe essere diverso). Salita di discreto impegno visto lo sviluppo e la continuità del grado indicato su quasi tutta la lunghezza dei tiri. Alcuni tiri sono veramente super, c’è tutto il repertorio dell’arrampicata. Spittatura buona ma ” devi scalare ” ingaggio assicurato. Il grado indicato in alcuni tiri, per i NON Top Climber, è un filo stretto. (provare per credere 🥵) I trasferimenti fanno parte del gioco……ci sono e si fanno. Quindi astenersi climber schizzinosi. Evitare la salita con forte umidità e peggio con bagnato. Complimenti agli apritori per la scoperta del posto. Grazie per la bella via. Con il grande amico Max , troppo ma troppo forte. |
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