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   Tre volte sul Dente , 28/07/2006
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Onicer  oscarrampica   
Regione  Lombardia
Partenza  Valbondione (888m)
Quota attacco  2820 m
Quota arrivo  2924 m
Dislivello  104 m
Difficoltà  PD- / III ( II obbl. )
Esposizione  Nord-Ovest
Rifugio di appoggio  Coca
Attrezzatura consigliata  imbrago e corda se non si riescono a fare passaggi di II° in salita e discesa
Itinerari collegati  Dente di Coca (2924m), versante W, via Corti-Lenatti
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento Il 19 luglio del 2006 parto solo da casa con l’intenzione di salire sul Dente di Coca. Dopo il consueto viaggio notturno, parto da Valbondione alle 7.30 e poco prima delle 9 entro al Coca a dare un’occhiata. Esco subito dopo e lo sguardo cade immediatamente sulla costiera Scais Porola che rompe l’azzurro del cielo in questa giornata stupenda e calda. Alle 9.30 sono al laghetto di Coca dove mi concedo una pausa al sole e faccio colazione. Lingue di neve in mezzo a pareti rocciose arse dal sole mattutino, indicano i canali Centrale e Tua che salgono vs lo Scais. Alle 11.20 sono al Passo di Coca (2645m) al culmine del solito affaticante ghiaione. La vedretta del Lupo dall’altra parte gode ancora di discreta salute…ma per quanto? Comincio a seguire dove è più comodo la linea di cresta vs dx avvicinandomi sensibilmente al Dente che si alza sempre più tozzo e minaccioso. Mi tiene compagnia un branco di camosci che osservano incuriositi il mio smuovere pietre. A mezzogiorno raggiungo la sella posta alla base del Dente dal Coca. Per un vago sentierino verso Sud si giunge ad una crestina (ometto) dove si scorgono i primi bolli rossi. Seguo i bolli entrando in discesa in una rampa-canale che inizialmente si segue stando sulla destra, poi sulla sinistra avanzando tra fessure e canalini(II). Non ho corda con me e sto concentrato pensando anche che dovrò ripetere i passaggi in discesa: ma sono stupito della qualità della roccia, in questo canale piuttosto solida, lontana dal solito sfasciume orobico. Salgo tranquillo e veloce e solo l’uscita dal canale(passo II+) è un poco più impegnativa. Esco in cresta svolto a sinistra (croce di vetta visibile) e per cresta raggiungere in breve la vetta del Dente (2922), e i suoi enormi lastroni inclinati verso nord. Sono soddisfatto e faccio la mia classica foto-saluto per Dani. Manca qualche minuto alle tredici, il cielo si è abbastanza coperto di nubi d’umidità e la cima del Coca oltre le Cime di Arigna è già nascosta. Alle 13.15 sono già alla base della rampa-canale. Stante gli appoggi netti, non ho trovato più difficile scendere che salire e poco dopo per sfasciumi e un canalone, a saltoni riguadagno la Conca dei Giganti senza così dover ripassare dal Passo. Dopo aver salutato Giancarlo e dirgli che ho visto nel canale un paio di cordini e chiodi( mi sorride malizioso…) riprendo la mia discesa e alle 16 sono a Valbondione. Parlandone con Walter mi chiede se mi va di ritornarci ma essendo lui stato da poco operato al menisco portiamo una corda ed è così che il 24/9 partiamo. Lasciamo Valbondione alle 8.15 e alle 9.30 siamo al Coca dove tiriamo il fiato dopo la scarpinata di 1000 mt di dislivello. Alle 10.30 siamo al laghetto che immerso nelle nubi ha un aspetto spettrale e dove consumiamo una frugale colazione scherzando sul fatto che potrebbe uscire il mostro di Loch Ness dalle acque. Memore della discesa di qualche mese fa non saliamo al Passo ma seguiamo un costolone roccioso sul quale il poco allenamento del fratello si fa sentire. Facciamo anche un tiro di corda su un tratto con roccette sfasciumate attorno al II° grado, al termine del quale walter torna a sorridere perché finalmente ci siamo alzati in modo decisivo e si vede il canale finale da affrontare. Sono le 13.15 e con altri due tiri raggiungiamo la vetta. Walter è stremato, si lega perfino alla croce di vetta: si vede che ha patito e patisce l’ambiente ostico e selvaggio che abbiamo incontrato. Comunque è felice, il ginocchio ha retto e la soddisfazione ci unisce. Dalle nubi emerge la costiera di Scais e la cresta che ci collega passando dalle cime di Arigna, al Pizzo Coca: il resto è sommerso dal bianco. Sembra di stare in un altro mondo. Alle 15 attrezzo la prima doppia e walter scende con le corde mentre io disarrampico. Con un'altra doppia arriva alla base del canalone e stante le condizioni del suo ginocchio trattenuto dal tutore decidiamo di seguire il sentiero fino al Passo Coca dove arriviamo alle 16.15. Ci caliamo dopo un poco immersi nelle nebbie e arriviamo al laghetto dove beviamo assetati. Alle 17.45 al rifugio e alle 19 Valbondione sono le ultime due tappe dell’ennesima bellissima giornata orobica. Giornata di riabilitazione superata per il ginocchio di Walter. Complimenti fratello per la grinta e tenacia. Due settimane dopo avendo appena conosciuto Alessandro di Maleo che mi chiede di avvicinarlo al mondo della montagna, gli propongo la salita al Dente perché unisce fatica, ambiente selvaggio ed ostile, terreno insidioso e anche un poco di arrampicata. E così per la terza volta in pochi mesi mi ritrovo a Valbondione da dove partiamo alle 8.15, alle 9.30 raggiungiamo il Coca e la vista è mozzafiato: prati secchi in veste preautunnale, cime illuminate in una giornata tersissima di quella luce oro che solo il mattino sa dare e spruzzate di neve tipo pandoro sotto un cielo che più azzurro non si può. C’ è un aria tersissima e passato il laghetto di Coca continuo a fotografare la costiera di Scais messa in risalto dalle nevicate dei giorni precedenti. Cominciamo a risalire il costolone alle 10; Ale fatica ma dimostra subito quella tenacia che poi gli permetterà di diventare un ottimo arrampicatore. Ma questa è la sua prima avventura alpina e lo sfasciume orobico lo mette a dura prova. Con ultimi passi su neve arriviamo all’uscita del costolone alle 12.30. Facciamo pausa e pranziamo: Ale è teso ma non molla. Alle 13 ripartiamo e usando talvolta la corda arriviamo in cima alle 14.30: per me è la terza volta in 4 mesi, na è sempre bello: oggi la costiera di Scais è spolverata di neve che rende meno tetro il suo versante settentrionale. Nell’orizzonte sereno i gruppi del Bernina e del Badile solito nord orobico. Poi scendiamo disarrampicando e date le condizioni recuperiamo il sentierino verso il Passo Coca dove passiamo alle 16.30 e finalmente alle 19.30 a Valbondione. Ciao Dente grazie per le soddisfazioni di questi mesi passati insieme.
Foto 1 in vetta da solo Foto 2 in vetta con Walter Foto 3 in vetta con Ale

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