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| Monte Due Mani, 15/09/2026 | Tweet |
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| Onicer | oscarrampica
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| Gita | Monte Due Mani |
| Regione | Lombardia |
| Partenza | Maggio di Cremeno (800 m) |
| Quota arrivo | 1660 m |
| Dislivello | 900 m |
| Difficoltà | EE |
| Rifugio di appoggio | BIVACCO LOCATELLI IN CIMA |
| Attrezzatura consigliata | DA TRAIL |
| Itinerari collegati | nessuno |
| Condizioni | Buone |
| Valutazione itinerario | Ottimo |
| Commento | L’1 di agosto del 2026, saliamo da Greg che si trova con i suoi genitori in vacanza nell’appartamento di maggio di Cremeno dove l’abbiamo incontrato altre volte. E’ sempre una gioia ed un emozione incredibile rincontrare questo bimbo con cui abbiamo condiviso tanto tempo. Progetto di farmi una scampagnata, se possibile, sul monte Due Mani che sta più o meno sopra al paese. Quando ne parlo con Davide, si dimostra entusiasta ed alla fine decide di accompagnarmi. Partiamo da casa (q. 800), in abbigliamento leggero da trail e grazie alle stradine che conosce, ci troviamo in una valletta seguendo il corso di un bel torrente che crea qualche pozza dove la gente si rinfresca dalla calura. Troviamo al guado verso sinistra, prima di entrare nel bosco cartelli che indicano il Monte Due mani a 2h 15. Saliamo con un gran passo e mi stupisco Davide sia così allenato anche se ha corso una mezza e mi dice di allenarsi 2/3 volte a settimana. Faccio fatica a stargli dietro e gli dico che se facessi io il passo non andrei di più. Un quarto d’ora e duecento metri di dislivello dopo, siamo alla Cascina Rizzolo a q.ta 1050 e abbiamo qualche dubbio sul percorso. Ad un certo punto capiamo di aver sbagliato e ritorniamo indietro alla cascina, dove avremmo dovuto virare a destra anziché proseguire oltre il casolare. Ricominciamo a pestare nel bosco e arriviamo nei pressi delle baite di Desio da dove vediamo a destra il profilo del Due Mani e poco oltre dei cartelli che indicano la Bocchetta di desio a 10 minuti. La raggiungiamo alle 17 (q.ta 1340) e Davide sente casa decidendo di tornare a dare una mano per la preparazione della festa di stasera e non ricevendo l’invito a proseguire pure l’escursione. Ci salutiamo con una foto ricordo e inizio a spingere forte per metterci il minor tempo possibile, ma non ho grandi margini e devo rallentare talvolta o fermarmi per riprendere fiato. Venti minuti dopo sono comunque sotto la cresta finale e dieci minuti dopo la croce spunta oltre la linea di cresta proprio con il sole che brilla dietro. Non salgo in cima direttamente ma vado a sx su un’elevazione laterale dove trovo un cartello con divieto d’accesso alla Ferrata Contessa. Salgo un breve ripido sentierino con vista verso il Resegone e una bella valletta verdeggiante sottostante che scende verso il Lago di lecco e sbuco sul piccolo pianoro sommitale dove un cumulo di sassi pitturati fa da ometto di vetta. Bella la vista verso la Cima del Due Mani con la grande croce di vetta, l’igloo del bivacco e le grigne sullo sfondo. Cinque minuti dopo alle 17.40 sono sulla più accogliente vetta del Due Mani (q.ta 1665) dove mi faccio scattare una foto davanti al bivacco Locatelli da tre ragazze che vi dormiranno per la notte. Entro e le invidio un poco perché l’interno è nuovo e accogliente con tante belle finestrelle che come oblò danno sul mare delle vallate e vette circostanti. Non ci sono i lettini e quindi bisogna portare il materassino da casa…forse viste le condizioni in cui versano tanti bivacchi old style può essere una scelta per il futuro…anche per scoraggiare utilizzi impropri. Come dire…chi vuole più comodità…se le porti da casa. Nubi nere non molto vicine minacciano il possibile temporale, auguro loro di passare una buona notte e mi lancio correndo sul filo di cresta che scende leggermente verso lo Zucco di Desio, una decina di metri più basso. Mi giro un attimo a riguardare il bel traverso erboso percorso e a salutare la vetta che sta proprio davanti al Resegone e poi riprendo a correre affrontando con il fiatone l’ultimo strappo prima del poggio di vetta che raggiungo dopo 10 minuti. Un ultimo sguardo al Due Mani che da qua copre quasi tutto il redsegone e mi butto in discesa nel bel bosco fermandomi solo per provare a fotografare dei camosci che spariscono prima di lasciarmene il tempo. Poi atterro su una bella radura erbosa dove un grosso branco di cavalli bradi sta tranquillamente brucando incurante del mio passaggio. Scatto belle foto ad alcuni esemplari possenti, a qualche puledrino e al branco in questo bucolico ambiente di media montagna. Sono le 18.20 e riprendo a correre vs il basso cercando di capire dove sarà il Monte Tabor. Un quarto d’ora dopo esco dal bosco, la vista si apre verso valle e trovo una bella casetta nel prato. Sono riarso dalla sete e la gentile famiglia mi fa entrare in cucina e riempio e svuoto in continuazione le mie borraccette da mezzo litro. Mi scuso per la sete che non si placa e loro ridendo mi chiedono da dove arrivo così trafelato. Ah..fanno quando glielo spiego. Ci salutiamo, e mi ributto a capofitto per la strada carrabile. Dieci minuti dopo sono in paese senza aver scoperto quando sono passato dal Monte Tabor visto che non ho trovato nessun cartello o punto particolarmente evidente: girandomi indietro vedo solo due vaghe prominenze che si elevano leggermente dal bosco. Il Monte Due Mani, è indicato a 2h.40 h: ero lassù 1 ora fa! In discesa sono ancora veloce…e sorrido della battuta. Il Tabor misterioso invece a mezz’ora. Per asfalto corro ormai abbastanza sfinito e con qualche saliscendi risalgo fino alla casa da dove son partito 3 ore fa e la raggiungo esattamente alle 19…giusto in tempo per la doccia e la sontuosa cena serale. Che bella giornata fra emozioni, corse e fraternità. Foto1 io e davide alla Bocchetta di Desio Foto2 vista sul Monte due Mani Foto 3 io al bivacco
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