Home Gallery
Reports
Scialpinismo
Escursionismo
Roccia
Ghiaccio e Misto
Mountain Bike
Archivio
Itinerari
Scialpinismo
Escursionismo
Roccia
Ghiaccio e Misto
Fenio...menali
Forum
Ricerca
   Monte Cassa del Ferro, 06/09/2025
Inserisci report
Onicer  AndreaINGRIGNA   
Gita  Monte Cassa del Ferro
Regione  Lombardia
Partenza  Lago di San Giacomo di Fraele  (1950 m)
Quota arrivo  3140 m
Dislivello  1500 m
Difficoltà  EE
Rifugio di appoggio  nessuno
Attrezzatura consigliata  ramponcini, piccozza, casco
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento Sabato 6 settembre 2025 siamo stati ai Laghi di Cancano e sono salito per vedere le zone sommitali del Monte Cassa del Ferro salendo dalla Valle Bruna, mentre Felicita stava in fondovalle. La Cassa del Ferro è uno dei massicci montuosi principali sopra Livigno, con un’altezza di 3140m e ci ha da sempre affascinato per la totale assenza di sentieri su tutto il gruppo montuoso, fatta eccezione per il Dosso della Miniera ubicato sul lato sud. Felicita ed io avevamo già provato a salire in vetta, una volta dal lato di Livigno, una dalla Bocchetta di Valle Bruna provenendo dalla Val Alpisella e una dalla Val Bruna. Nel primo caso eravamo arrivati a 2900m, mentre nel secondo avevamo solo raggiunto la bocchetta e nella terza uscita avevamo girato i pianori alla testata della Valle Bruna. Questa volta risalgo ancora dalla Valle Bruna, perché le scarse informazioni reperite in rete citano come la prima salita a fine ottocento sia avvenuta da una cengia su questo lato, e la discesa da un’altra cengia in zona. La cengia più alta l’avevamo vista l’altra volta, ma non ci era piaciuta molto. Ora volevo guardare la cengia più bassa. Risalgo rapidamente la Val Bruna e imbocco il canale principale, che non viene citato nelle relazioni precedenti, ma avevo già visto l’altra volta che sembrava fattibile e in effetti lo era, permettendo di tagliare un giro piuttosto lungo. Giunto a metà del canale, mi viene il sospetto di essermi perso la cengia giusta, anche perché le informazioni in rete sono scarse e mi ero persino dimenticato di rileggerle, quindi mi restavano dei vaghi ricordi dell’anno prima… Nel dubbio, per evitare dislivello inutile, decido di visionare una cengia in discesa, pensando che potrebbe essere quella giusta. Il posto è un po’ esposto e quindi vado avanti con ramponcini e mi affaccio su un salto piuttosto alto, ma qui vi è un altro canalino a sinistra che sale. Provo a togliermi il dubbio che la via sia quella. Saliti alcuni saltini, proseguo su un bel po’ di altri saltini convincendomi che non sia la via giusta perché di cengia ha ben poco… Alla fine, dopo circa 150m di dislivello giungo a intravedere la possibile cengia giusta, solo che c’è un passaggio su sfasciumi molto ripido ed esposto, quindi cerco alternative e con la piccozza riesco a scavare qualche gradino per traversare in discesa un canalino e raggiungere un altro crestino meno ripido, che mi consente in breve di raggiungere il percorso giusto, ormai nel tratto finale. In breve sono alla bocchetta sotto la Cima di Prà Grata (2680m s.l.m.). Qui il paesaggio cambia e ci sono ampi pianori e tre canali che salgono verso la vetta della Cassa del Ferro. Ho dei ricordi che bisognava salire il canale di destra, allora proseguo da lì sul crestino, dove trovo anche il primo buco da visionare, un pozzetto in frattura, che però non ha proprio nulla di interessante… Procedendo in cresta, si raggiunge il passaggino esposto in parete che bisogna fare a cavalcioni sulla cresta, poi in breve si giunge alla vetta, dove si può ammirare un bellissimo panorama che spazia da Livigno al Cancano. Sto su pochi minuti, anche perché in realtà il mio obiettivo è girare il più possibile la zona sommitale, quindi, dopo il passaggio esposto, scendo dal crestino più a destra, così riesco anche a entrare negli altri due canaloni che solcano la parte alta. La zona è di un certo interesse dal punto di vista speleologico, perché a tratti bella carsificata. Nella smania di girare tutto, risalgo ghiaioni a caso per visionare buchi che sembrano ben poco validi da lontano. In realtà poi mi ritrovo davanti ad una bella galleria tondeggiante che dopo una decina di metri porta ad un camino alto 14m che sbuca nella parete soprastante. Il primo fenomeno della parte alta (LOSO3237) mi desta stupore, sembra quasi un’antica sorgente, ma è a 2940m di quota. A breve distanza visiono altri buchi e un’altra breve galleria in salita (LOSO3238). Proseguo il giro tra infiniti ghiaioni e paretine e quindi vado a vedere la grossa depressione, lunga circa 200m e larga un centinaio ubicata nella zona della bocchetta. Già che sono lì, ne approfitto per fare una corsa anche alla vetta della Cima di Prà Grata (2792m s.l.m.), che vista da sotto sembra difficile, invece è banale da salire.
È giunta l’ora di scendere anche perché voglio avere tempo per trovare la cengia giusta per tornare indietro, evitando la serie di canali malefici da cui sono salito. Il tracciolino presente è poco evidente, ma in compenso si intuisce facilmente la cengia che, seppure esposta e ripida, consente in breve di uscire dalle pareti sotto Prà Grata (in rosso la via di salita, in blu la discesa). Mi attende poi una lunga, ma veloce discesa nel canale risalito al mattino fino alla Val Bruna.
Report visto  630 volte
Immagini             

[ Clicca sulla foto per ingrandire ]
Fotoreport  Clicca qui per andare al foto-report