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   Tour e cima del Col Ombert, 21/07/2015
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Onicer  oscarrampica   
Gita  Tour e cima del Col Ombert
Regione  Trentino Alto Adige
Partenza  Val san Nicolò  (1730 m)
Quota arrivo  2700 m
Dislivello  1000 m
Difficoltà  F
Rifugio di appoggio  vari
Attrezzatura consigliata  nde
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Buone
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Il 21/07 2015 in vacanza con l’Associazione a Canazei, terminati gli impegni del mattino chiedo a Robi Cristiani se ha voglia di far 2 passi in montagna e accompagnare me e mio figlio Giona(10 anni) nel periplo del Col Ombert(con cima). Parcheggiamo in località Sauch (q.1730) e a mezzogiorno ci infiliamo nel bosco indirezione della Baita delle Cascate ma col solo scopo ora di trovare un posto all’ombra dove consumare il nostro pranzo a base di panini che il buon Giovanni, ci ha preparato. Incrociamo il bivio per il Lagusel e troviamo un bell’angolino dove fermarci. Proseguiamo poi sull’ampia sterrata con improvvisa vista della nostra cima che si staglia piramidale sopra gli abeti, Gio beve ad un torrente, attraversiamo delle cascatelle e il torrentello ai loro piedi e alle 13.20 sbuchiamo sull’idilliaco prato popolato da turisti festanti della Baita alle Cascate (q.2000). Lasciato il loro vociare alle nostre spalle entriamo subito dopo in prati non sfalciati seguendo il sentierino che si fa strada fra le alte erbe seguendo per un breve tratto il segnavia 609 per il Passo San Nicolo', per poi abbandonarlo sulla destra (indicazioni Forc. Paschè) in località Ciamp de Forcia (q.2010, h 13.25. Davanti a noi la piramide del Col con a destra la grande depressione del Passo San Nicolò e a sinistra la Forcella Paschè. Scatto una foto bellissima a Gio fra le erbe e poi entriamo nel bosco doive ci accoglie un violento acquazzone e mentre Gio si acquatta sotto un grande abete, Robi si mette sotto un masso. Salendo al termine della sbruffata, oltre il Passo san nicolò si apre la vista sul Collac e usciamo dal bosco alle 14 seguendo il sentiero che traversa appezzamenti erbose e ghiaie rasentando alte pareti che lasciamo alla nostra destra. Poi cominciamo ad arrancare su ripidi tornanti e numerose serpentine per ripidi prati, con la visuale che si allarga man mano su tutta la splendida e verdeggiante Val San Nicolo'. Arriviamo in vista della forcella dalla quale ci separa una conca molto selvaggia dominata dall’imponente Cima Uomo (3010 m.) e Punta Ciadin e poi scendendo la Punta delle Vallate e la cresta di costabella. Traversata la conca, giungiamo alla Forcella o Pas Paschè (2498 m, h 14.45) che separa la nostra montagna dalla Cima Cadine. Oltre la forcella emerge la mole chiara del Sasso Vernale su un poco rassicurante sfondo scuro nuvoloso e il panorama si apre sul gruppo del Sella, su quello del Vernel che parte dalla Pala,passa per Punta Cornates e le due cime principali ad anticipare l’immensa mole della Marmolada un poco coperta dalle nubi. La cresta che dal passo sale direttamente verso il Col d’Ombert, sembra praticabile e dun ‘esile tracciolino segna i prati che scappano verso l’alto. Decidiamo di provarci anche per non perder quota verso il sentiero della via normale che sale dal basso al centro del vallone sotto di noi. Gio il camoscino comincia a rampar per prati e raggiungiamo poco dopo delle trincee scoprendo così che qusta cresta era linea di fronte come si deduce da tutte le fortificazioni che vediamo più in alto. Poi uno scarto a destra ci manda a passare sotto gli immensi muraglioni della cresta e su traccia percorriamo i passi che furono degli alpini tra mura gallerie, resti di baracche, finestrelle d’avvistamento. Poi il sentierino di linea finisce nei prati e nuovamente saliamo verso l’alto con la vista che progressivamente si amplia e dietro il Collac emergono le torri del Gruppo del Sassolungo e si vede tutto il gruppo del Catinaccio e Catinaccio d’Antermoia. Alle 16 un autoscatto ci fissa soddisfatti sotto la grande croce di vetta a q. 2670m. Prendiamo a scendere lungo il sentiero della normale e trovato un bel nevaio Giona si siede su un masso in mezzo a mangiare il suo panino di merenda. Ma ci dobbiamo muovere in fretta perché nuvoloni neri si rincorrono in cielo e ci inseguono più veloci della nostra fuga da loro ed è così che poco prima di arrivare al Rif. Contrin la tempesta ci investe per circa 10 minuti in modo violento ma se ne va poi rapida come sopraggiunta. Alle 17 col cielo che vira nuovamente verso il sereno ci rilassiamo un poco nei prati del Rifugio e dopo un bel gelato, riprendiamo la discesa vs Canazei dove rincasiamo per le 18.30. Grande Gio. Eterno Robi. Foto1 Gio nelle erbe Foto 2 la cresta dal Pas Paschè Foto3 fuga dalla tempesta
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