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   4 Cime a Saint Moritz, 21/07/2006
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Onicer  oscarrampica   
Gita  4 Cime a Saint Moritz
Regione  Svizzera
Partenza  Saint Moritz  (1800 m)
Quota arrivo  3000 m
Dislivello  1300 m
Difficoltà  F
Rifugio di appoggio  no
Attrezzatura consigliata  nde
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Buone
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Nella ricchissima e irripetibile estate alpinistica del 2005, mi capita anche di passare qualche giorno a Saint Moritz in ostello con Dani e i due miei figli. Arriviamo al 23 e il mattino dopo con Armin che non ha ancora 6 anni, usciamo per fare un giro ma senza troppi programmi. Dopo colazione alle 9 lasciamo l’ostello posto dall’altra parte del lago rispetto alla cittadina e camminando sulle rive arriviamo mezz’oretta dopo a St Moritz Dorf il cuore del paese. In una bella mattina di sole, allegre nebbioline si alzano dalla acque placide rendendo fantastico e misterioso il nostro arrivo Da lì prendiamo a salire per le vie in salita dall’altra parte della città e fotografo Armin davanti a un enorme e curioso palazzo progettato a forma e colore di zucca. Dopo un poco incrociamo il sentiero di ursli caratterizzato da varie tavole illustrative che raccontano la storia del famoso ragazzino engadinese con il campanaccio. Con Armin ci divertiamo un mondo a leggere le sue avventure. Alle 11 arriviamo all’ Hotel Salastrains dove termina il sentiero che parte da Guarda. I prati svizzeri ben curati come nei cartoni animati di Heidi prendono il sopravvento e alle 11.30 siamo nell’idillio verdeggiante dell’Alp Nova a quota 2250. Per pascoli aperti e prati bucolici continuiamo a salire e a mezzogiorno arriviamo alla stazione sciistica di Corviglia (m.2486) dove ci fermiamo a mangiare i nostri panini. Si vede il Piz Nair con strisce di neve e basta poco per motivare Armin a provare a raggiungerla. Alle 12.40 riprendiamo la nostra marcia che inizia seguendo l'indicazione per Piz Nair e lungo un ampio sentiero lasciando alle spalle l'arrivo della funivia, passando accanto ad un laghetto affiancato da una capanna; L’enome mole del Piz Julier troneggia davanti ai nostri passi e avvicinandosi al Piz Nair si nota l'arrivio della funivia (punto d’arrivo) e anche lo stambecco di bronzo che ci aspetta osservandoci dall’alto e che diventa un altro obiettivo da raggiungere e per stimolare la curioosità del bimbo. Qualche pausa ogni tanto ma ogni volta Armin si rialza per ripartire.Il sentiero inizia a salire facendo brevi ma più ripidi tornanti fino alle vetta che all’altezza di 3057 mt. ci accoglie alle 14.. Armin ci arriva con le pomelle rosse sotto il copricapo peruviano che evidenzia la bellezza dei suoi occhi verdi. Fa fresco quassù e gli metto pile e guanti in modo che possa giocare felice con la neve che troviamo a banchi. Il panorama è ampio e a 360 gradi permettendo di vedere molte delle cime più alte della valle e l’intero gruppo del Bernina. Facciamo la foto con Armin a fianco dell’enorme stambecco bronzeo molto più grande di lui e poi al cartello di cima: armin non arriva neanche alla targhetta col nome! Giochiamo a palle di neve e poi facciamo due passi sulla cima vera e propria poco oltre la stazione della funivia che poi sfruttiamo per scendere a Corviglia e da li col trenino fino alla stazione di Chanterella dove scendiamo alle 16. Dalì scendiamo a piedi e alle 16.45 ripercorriamo il divertente sentiero di Ursli e alle 17.30 per l’orario di merenda rientriamo all’Ostello fra le braccia della mamma in trepidazione per il suo piccolo eroe e del fratellino david rimasto solo oggi a giocare. Il giorno dopo è brutto, freddo e minaccia pioggia. Nuvole basse si agitano sul lago e Dani preferisce stare all’ostello. Chiedo e ottengo il permesso d’inerpicarmi sui colli che salgono dietro l’ostello. Punto al piz mezdi’: imbocco il bel sentiero (segnalato fino in vetta) che si addentra in un bosco di pini a passo quasi di corsa perché voglio tornare il prima possibile. Salgo ed entro nella valletta sotto il Lej da l’Ova Cotschna(caratteristico e a forma di cuore), e dopo un’ora dalla partenza arrivo al bivio(quota 2600,800 mt di dislivello) per il Piz Ova. Seguo le indicazioni per Piz Mezdi e proseguo su sfasciumi e ghiaioni. Gli ultimi cento metri di dislivello si svolgono lungo l’elementare versante N e quindi si raggiunge la larghissima vetta, che potrebbe ospitare un campo da calcio a quota 2992 mt. Sono le 13 e purtroppo non si vede nulla e mi butto subito in discesa dopo la foto sul cumulo di sassi con palo di ferro. Scendo di corsa al bivio dove incontro e chiacchero con Christopher ragazzo di Creta che sta lavorando come cameriere in Svizzera. Parliamo delle nostre passioni e ci scambiamo gli indirizzi. Verrà a trovarmi poi in Italia un paio di volte e faremo anche qualche gita insieme. Lo saluto e salgo anche sul Piz Ova(quota 2715) dalla cui cima si vede a mala pena Saint Moritz che appare fra buchi delle nuvole. Dicorsa scendo all’ostello dove rientro sudato e bagnato alle 15.30. Visto poco ma due cime in 4 ore: che bello sarebbe abitare in montagna! Il giorno dopo , 26/8 Cristiana la moglie del Sig. Hoffman dal quale Vincenzo il papà di mia moglie sta facendo il badante tuttofare, ci invita a salire in funivia fino ai 3295 mt del Piz Corvatsch dove fra l’altro Armin sperimenterà la gioia della teleferica per bimbi ad alta quota. Non ho nessuna attrezzatura con me ma la linea di neve simile ad una piccola biancograt che unisce il nostro balcone sull’Engadina al Piz Murtel è troppo invitante. Parto in scarpette da trekking e correndo di gioia sulla neve scaldata dal sole e quindi non pericolosa arrivo in cima a 3440 mt dopo 15minuti: foto che sembro quasi al mare e poi in 10 minuti sono di nuovo da Vincenzo e Armin intento a divertirsi sulla teleferica.
Foto 1 Armin sul Piz Nair Foto 2 la cresta del Piz Murtel Foto 3 in cima la Piz Murtel
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