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   piz corvo invernale, 12/07/2006
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Onicer  oscarrampica   
Gita  piz corvo invernale
Regione  Veneto
Partenza  Andria  (1450 m)
Quota arrivo  2350 m
Dislivello  900 m
Difficoltà  EE
Rifugio di appoggio  no
Attrezzatura consigliata  ciaspe e ramponi
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Inverno 2005. Vacanze pasquali a Caprile con famiglia e quindi mi dedico all’esplorazione di cime vicine. C’è tanta neve che poi dissuade da avventure più impegnative. Raggiungo il paesino di Andria alle 10 del 4 marzo ,posto proprio sotto le magnifiche e verticali pareti del Cernera. A dx la mole del Piz Corvo mi attende in un ambiente non molto frequentato, rimasto selvaggio e dove i padroni incontrasti sono il silenzio e la natura. Lasciato l’abitato di Toffol si sale per una stradina forestale attraverso il bosco. La neve qua è ancora pestata ma poco dopo inizia la meraviglia del camminare fra puffi di neve solo segnata leggermente da precedenti passaggi sui quali però è nevicato nuovamente. Il bianco candore ad onde sinuose sommerge e tutto tiene sotto controllo. Regna solo silenzio d’ammirazione per tanta bellezza. Il mio incedere delicato è segnalato solo dal frrr frrr che fanno i miei scarponi nel frusciare fra la neve. Salgo nel bosco in un silenzio surreale e alle 11.30, appena superato il ponticello sul Rio Giros arrivo al sito neolitico di Mandriz coperto completamente dalla coltre bianca. Sembra un mare che placido ondeggia. Continuando si sale ancora in marcata pendenza e la coltre nevosa si alza fino a livello delle cosce rallentando decisamente la mia avanzata. Entro nelle conca della Busa dei Ciavai, sotto il Col Maor poco dopo mezzogiorno e sopra un sasso isola nel mare di neve mi metto al sole a gustare panino e momento: il calore della luce induce alla pausa e mi trattengo dall’immersione nella polvere bianca. Ora dovrei lasciare la direzione che porta a Forcella Giau e proseguire verso destra riprendendo a salire il vallone tra il Piz del Corvo e il Monte Mondeval. Oltre una dorsale nevosa salgono luminosi nel cielo blu le verticali bancate dei Lastion di Formin che sembrano fette di pandore ordinate e pronte per la festa. Che spettacolo. Io invece sono già nell’ombra perché il sole è anfato a nascondersi dietro il Col Maor e percepisco tutto il gelo e l’isolamento della mia posizione. Fra poco calerà come un sipario il buio su questa giornata ed è meglio cominciare a pensare al ritorno, penso mentre sono nella neve fino alla vita. Decido quindi di puntare alla vicina cupoletta del Col Maor che raggiungo alle 15.20 per via diretta e dopo ravanamenti e lotte con la neve e alcuni piccoli tratti di roccette. Mi godo la bella vista da quota 2360, su Pelmo e Civetta che abbracciano tutta la Val Fiorentina. Poi scendo e tornato al solco di salita, faccio marcia indietro: camminare in discesa e nel solco creato salendo è decisamente più agevole e rapidamente perdo quota. Riguadagno anche il sole, fotografo la parete nord del Civetta in una inusuale prospettiva laterale che non le fa perdere nulla del suo immenso fascino e alle 17.30 nella sera arancione ammiro il Pelmo arrossire di fronte a troppa bellezza. Tre giorni dopo decido di tornarci per arrivare in cima e soprattutto sfruttare la traccia e la fatica del tentativo precedente. Alle 11 nel sole che scalda e inonda di luce la valle comincio a pestare neve appena fuori Toffol e mi avvio sulla mia traccia che solca il candore della neve che immacolata riflette in mille scintille l’irraggiamento solare. Un ora e mezza dopo sono già alla fine delle mie tracce precedenti. Un nirvana bianco in cui immergermi mi attende fino allo scollinamento che poi mi porterà in cima. Raggiungo il bellissimo plateau sommitale alle 13.30: qui la neve battuta dal vento è più dura e mi avvio di buon passo vs la cima che raggiungo poco prima delle 14. Mi fermo un poco in cima, non c’è vento e poi scendendo viro vs le malghe di Mondeval superiore dove mi fermo a mangiare. Riparto alle 15 e un ora dopo transito da Mondeval inferiore e alle 17 sono nuovamente a Toffol.
Foto 1 Lastion de Formin Foto2 Pelmo Foto3 croce del Piz Corvo


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