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   Catinaccio/parete sudest, Via Diretta Steger
Zona  Trentino Alto Adige - Catinaccio Latemar
Partenza  Rif Gardeccia (Vigo di Fassa) (1949m)
Quota attacco  2430 m
Quota arrivo  2981 m
Dislivello  560 m
Difficoltà  D+ / VI- e A0 ( V obbl. )
Esposizione  Sud-Est
Rifugio di appoggio  Rif Gardeccia, rif. vajolet
Attrezzatura consigliata  Nda, cordini, dari e friend doppiando da 0.5 a 1 BD.
Chiodi e martello per sicurezza
Orario indicativo 8 ore la via, 2 ore e mezza la discesa
Periodo consigliato Estate
Descrizione AVVICINAMENTO
Da vigo di fassa raggiungere il rifugio Gardeccia per sentiero 544 o con la funivia che arriva alla alpe Ciampedie (costo 16euro solo andata, prima corsa ore 8.00) e poi in 20min tramite sentiero 540.
In alternativa esiste un servizio di taxi privato (+39 3355956009).
Da qui a piedi lungo la carrozzabile (sentiero 546) che sale ai rifugi Vajolet e Preuss.
Poco prima della rampa che sale al rifugio Vajolet imboccare il sentiero verso sinistra (n. 541) che conduce al Passo delle Coronelle ed al rifugio Fronza. Proprio sotto alla verticale della via abbandonare il sentiero e risalire delle balze erbose fino alla base della parete (1h dal gardeccia)
Spezzando la salita in 2 giorni, conviene dormire al rif. Vajolet da cui l'avvicinamento risulta comodo (30min)

DESCRIZIONE
L1: Per rocce semplici, poi via via più esposte, si obliqua a dx fino a sostare sotto le evidenti fessure che caratterizzano la prima parte della via. 2 spit con cordone di sosta. 50m, II

L2: Seguire brevemente la fessura di dx, quindi obliquare a sx tramite una lama-fessura. Salire un breve diedro e sostare a sx (2ch). 25m, IV e IV+

L3: Salire l’evidente diedro giallo sopra la sosta, sbarrato inizialmente da un blocco sporgente. tiro continuo ma ben protetto e con possibilità di integrare. Al termine del diedro uscire sullo spigolo a sx e quindi alla sosta (2ch). 40m, V/V+

L4: Raggiungere l’evidente fessura nera sopra la sosta. Per farlo si può salire dritti per roccia gialla (V+, sprotetto), oppure fare un giro più ampio e più facile sulla sx. Salire direttamente la fessura (chiodi e cordini penzolanti). Sosta appesa appena fuori (2ch). 20m, VI-

L5: Obliquare a dx per placchetta raggiungendo un camino marcato. Salire un primo tratto (passaggio un po erboso), poi prendere lo spigolo di sx (sosta intermedia su chiodi) e salirne un tratto.
Quando lo spigolo diviene sbarrato da uno strapiombo (sosta su chiodi e 1 spit un po a sx, variante piu difficile) cinsi abbassa un paio di metri rientrando nel camino-canale. Proseguire al suo interno, infine aggirare uno strapiombo sulla sx (chiodo e clessidra) arrivando alla base di una fessura-camino dove si sosta su friend e spuntone. 40m, IV

L6: innalzarsi sullo spigolo di sx voncendone la paretina poco sopra la sosta poi salire qualche metro sullo spigolo. Ora si può continuare nel diedro grigio (V), oppure aggirare le difficoltà a sinistra abbassandosi inizialmente un paio di metri. Continuare poi le rocce articolate a sx del canale-camino successivo. Sosta su grosso spuntone. 50m, V e III-IV

L7: Salire un breve diedro sopra alla sosta quindi portarsi sulla rampa gialla dll’altro lato del canale (ch). Salire la rampa gialla sostando poi sotto a un evidente diedro-fessura (2ch). 30m, IV

L8: Superare il diedro-fessura di sinistra, proseguire per una rampa fino a un terrazzino (sosta intermedia su clessidra). Poi salire la facile paretina grigia a sinistra fino a un pulpito, qui traversare brevemente a destra ed entrare in una nicchia alla base del lungo camino. Sosta su grosso spuntone. 45m, IV

L9: Rimontare alcuni sassi incastrati nel camino (V, ch). Salire per un tratto più agevolmente nel camino, poi uscirne a sx ad un evidente terrazzino. Proseguire lungo lo spigolo su rocce appigliate fino a una evidente cengia che si diparte verso dx,all bse della seconda sezione del camino. Sosta su spuntone+clessidra. 40m, V e IV

L10: rientrare nel camino successivo e proseguire fino a superare dei massi incastrati. Dopo di essi si attrezza una sosta su friend o spuntone (poca scelta). 35m, IV+

L11: Insistere nel camino squadrato (IV+) ed uscire su terreno facile. Proseguire senza percorso obbligato, riprendendo il camino là dove si presenta un grosso masso incastrato. Si passa sotto al masso, quindi 10m più in alto si sosta (2ch). 60/65m, IV+, III, IV

L12: Per canale aperto e gradoni obliquando a sx ci si porta sotto una fessura-diedro nera. 40m, III e IV

L13: Salire la fessura-diedro, che in alto oppone maggiori difficoltà (V+, chiodi). Si sosta poco oltre sotto ad una parete gialla (2ch). 30m, IV e V+

L14: seguire una logica rampa grigia sulla dx, vincere un saltino sulla dx (IV, ch) e proseguire nuovamente per la rampa fino a un terrazzino dove conviene sostare (1ch da integrare). 30m, III e IV

L15: dal terrazzino traversare a dx e seguire una cengetta molto esposta sempre verso dx (ch con cordino), superare una fessura strapiombante (pass. V) raggiungendo un puplito (ch). Proseguire ancora verso destra per rocce facili fino a una sosta (2ch) alla base della grande concavità gialla che caratterizza questa parte di parete. 40m, V e IV

L16: salire la parete grigia a buchi sopra alla sosta e poi procedere in obliquo a sx (ch) aggirando la grande pancia gialla.
Proseguire poi in verticale per una sequenza di muretti tecnici (il tiro è molto chiodato, non si puo sbagliare strada) puntando alla base del camino finale dove si sosta (2spit, vecchia sosta a ch all interno del camino). 40m, V

L17: Salire il camino molto sporco di sabbia e terra, con tratti di roccia liscia, sfruttando nella parte finale strapiombante le lame (un po’lucide, cuneo) sul suo lato dx. Sosta su spuntone arrivati alla forcella dove sbocca il camino. 30m, IV e V+

L18: Proseguire sotto al filo cresta, per placche grigie compatte (III) e poi per rocce più facili, tra canali e risalti puntando a una vaga sella sotto alla cima, dove le difficoltà e l'esposizione si abbattono. Qui conviene slegarsi e procedere a piedi. 70m, III, II, I

Continuare semza percorso obbligato con passi di I fino alla cresta sommitale che infine conduce alla grande croce di vetta.

DISCESA
seguire la cresta verso nord (ometti), tenendosi appena a dx del filo. Presso un primo salto fare una calata di 20m da anello cementato, altrimenti si disarrampica (III, molto expo, conviene scendere legati).
Continuare ancora per la cresta stando sempre sul lato destro fino a una ampia forcella con ometti da dove scende il canale-camino della via normale proprio di fronte al Rifugio Santner.
Da qui iniziano le doppie.
D1: 30m fino ad 3ch con cordini all’interno di un camino
D2: 30m fino allo sbocco del camino in una zona più facile. Abbassarsi camminando per 4m fino alla calata successiva su grossa clessidra
D4 – 50m raggiungendo le ghiaie alla base della parete.
Le prime due calate conviene farle con una corda sola per evitare incastri.
Contare circa 1 ora dalla cima al rif Satner

Per evidente sentiero si raggiunge il Rifugio Santner, quindi il Rifugio Re Alberto sotto le Torri del Vajolet. Ancora per sentiero si scende al Rifugio Vajolet e da questo si ritorna al Gardeccia. (1 / 1.5h dal rif satner al Gardeccia).

Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento  Sviluppo di 720m piu 150 m di cresta finale.

Foto al link https://photos.app.goo.gl/54qMHMPHLftsTfVR9

Via lunga e continua che sale proprio in centro alla parete, sempre in gran esposizione.
Nella relazione ho lasciato i gradi originali, ma tenete presente che la via è molto fisica soprattutto nei primi 5 tiri e nel camino finale (è corretto considerare in media almeno mezzo grado in piu di quanto dichiarato).
La roccia è abbastanza buona, c e poco unto ma richiede spesso attenzione nel testare le prese.
La via è in generale poco protetta e quindi in diversi tratti, per quanto logica, da individuare.
Molte soste sono da attrezzare, e gli spuntoni presenti spesso non sono abbastanza buoni per fare una sosta decente (da rinforzare con friend e dadi).
Itinerario visto  94 volte
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